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Buongiorno lettori! Nel week-end ho “incontrato” telefonicamente Elena Tinelli, uscita da poco in casa Royal Books con il suo romanzo d’esordio. Abbiamo parlato del più e del meno… ma soprattutto d’amore, di fantomatici triangoli, scrittura…

Elena, ci tengo subito a dirti che la prima cosa che mi è venuta in mente mentre leggevo “Un cuore al bivio” sono stati i pomeriggi che a sedici anni – o giù di lì – trascorrevo a leggere storie che mi facessero fantasticare un po’ sul grande amore. Non ti senti un po’ in colpa a costringere tutte noi a rimpiangere i bei tempi andati in cui eravamo giovani e spensierate?

Ma guarda, mi rendo conto anche io di essere in netto ritardo con i tempi (ride, ndr). Considera che la prima bozza di questa storia l’ho scritta quando avevo già trent’anni, però è stato proprio a quell’età che ho sentito il bisogno di metterla nero su bianco.

E perché?

Devi sapere che sono una grande appassionata di romance…

Ma dai?! Non l’avrei mai detto…

Lo so, lo so (ride ancora, ndr). Il fatto è che leggo romanzi rosa da sempre e alla tenera età di trent’anni, come ti dicevo, ho realizzato di avere anche io una storia da scrivere. E poi…posso aggiungerla una cosa?

Direi che devi!

Ho preso coraggio quando ho ripensato ai romance letti negli anni. Mi hanno spinta a credere che in fondo c’è speranza per ogni storia.

Davvero vuoi farmi credere che prima dei trent’anni non ti fosse mai capitato di scrivere qualcosa a tema rosa?

In realtà da quando sono piccola ho sempre avuto l’abitudine di tenere un diario e l’ho sempre scritto in funzione di qualcuno – chissà chi – che lo avrebbe trovato e letto in futuro. Quindi avevo già la predisposizione a romanzare la mia storia.

In che senso “la tua storia”? Mi stai dicendo che “Un cuore al bivio” è autobiografico?

In parte sì. Se ti dovessi dire una percentuale, azzarderei un 40%.

So che sei felicemente sposata…adesso devi dirmi se tuo marito è James o Matt.

Lo scoprirete solo leggendo. Per ora posso dirti solamente che mio marito sa benissimo di essere uno dei protagonisti di questa storia, anche se finora non l’ha ancora letta.

Glielo hai impedito tu?

Esatto!

Quindi Matt e James hanno lo stesso peso specifico nel romanzo?

Sì, certo. Ovviamente nella mia storia personale uno dei due ha solo un ruolo secondario, ma dalle recensioni dei lettori ho capito di essere riuscita a caratterizzare entrambi come dei protagonisti. Era quello che volevo.

Volevi un triangolo amoroso? Nel romanzo, eh…

Non proprio. Più che di triangolo, parlerei di un percorso ostacolato. Nel senso che per inseguire il vero amore è necessario superare degli ostacoli più o meno grandi.

E per te cos’è il vero amore?

È quella parte di te che non sapevi che mancasse, ma che quando la trovi ti fa stare bene. Allo stesso tempo, però – e credo che questo sia anche il messaggio intrinseco di “Un cuore al bivio” – prima di trovare questa parte è necessario avere messo insieme tutti i pezzi di noi stessi e riuscire a stare bene con quello che esce fuori da questo collage.

Ed Emma sta bene con sé stessa?

È ancora presto per dirlo. La fine del suo percorso è ancora lontana, dista più o meno quanto manca da qui alla fine del secondo romanzo della serie.

Quanto hai in comune con lei?

Di sicuro l’ingenuità. In passato siamo state molto “fessacchiotte” e avremmo dovuto accorgerci prima delle scorrettezze delle persone che avevamo intorno. Entrambe, inoltre, ci preoccupiamo troppo degli altri e poco di noi stesse. Io, però, sono molto più impulsiva di Emma e avrei agito diversamente alla fine del romanzo.

E come sei riuscita a uscire dai tuoi schemi?

Grazie al mio editore. Se fosse stato per me, sarei rimasta chiusa nella mia bolla autobiografica. All’inizio la storia era strutturata in un’altra maniera, ma insieme abbiamo capito che giocare anche di fantasia avrebbe fatto bene alla storia.

Di chi è stata la diabolica idea di lasciare il finale così aperto?

Di entrambe. Ma abbiate pazienza, non manca così tanto all’uscita del secondo romanzo!

Qualche anticipazione?

Non date mai nulla per scontato, datemi retta (ride, ndr).

Annalisa Cesaretti

(Ufficio stampa Royal Books Edizioni)

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