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Cerca l’ago nel pagliaio

Comunicato stampa.

Modena, Roma, 21 gennaio 2021. Il ponte che unisce il carcere alla società esterna è sostenuto anche da un pilastro a forma di libro, che è spesso e alto tanto quanto “Un ago simile”, il contemporary romance che supera i muri di indifferenza e accende la luce sulla realtà penitenziaria.

C’è chi crede che sperare di trovare un po’ di umanità in carcere sia come cercare un ago in un pagliaio. E poi c’è Marisol. Che dell’ennesima sentenza emessa dai tribunali popolari se ne frega e a due anni dall’ultimo incontro con suo nonno, assiduo frequentatore dei penitenziari, si ritrova a frugare ancora una volta tra strati e strati di paglia.

Dietro alle sbarre del Gebella, il carcere della cittadina di Colmite, la giovane giornalista aveva lasciato la persona a cui teneva di più al mondo e ora trova Abel, il ragazzo a cui la lega una coincidenza beffarda e una lettera. Il destino ha già fatto la sua mossa, ora sta a Marisol e Abel costruire il loro futuro. Prima, però, devono abbattere i sensi di colpa che li tengono incatenati al passato.

“Un ago simile” è la storia di un progetto quasi utopico che prende forma grazie all’amore; quello di un nonno per la sua cara nipote, di una giornalista per la verità, di sette detenuti per la libertà, di un figlio per suo padre e di un piccolo gruppo di brave persone per la tutela dell’uomo e dei suoi diritti.
Da un lato del ponte c’è il Gebella e dall’altro una cittadina dove si tende a nascondere sotto un tappeto di paglia ogni scomoda verità. Nel mezzo scorre un fiume di storie e i loro protagonisti, per una volta, non andranno alla deriva fino a cadere nel dimenticatoio.

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